Chiuso il sito che vendeva illecitamente accessi a videocamere di sorveglianza

A fine agosto Yarix, brand di competenza per la cybersecurity di Var Group, aveva individuato un portale sulclear web che raccoglievamigliaia di registrazioni audiovideo, principalmente a sfondo pornografico, trafugate illecitamente da oltre 2.000 videocamere di sorveglianzadomestiche e luoghi come centri estetici o studi medici. Il portale consentiva di visualizzare gratuitamente brevi estratti delle registrazioni, offrendo inoltre la possibilità di acquistare l'accesso alla videocamera, con possibilità di accedere ad ulteriori contenuti o al controllo della videocamera stessa.
Il sito, attivo almeno da dicembre 2024 e registrato alle Isole Tonga, consentiva non solo di visualizzare gratuitamente brevi estratti delle registrazioni, ma anche di acquistare l’accesso diretto alle videocamere compromesse, alcune delle quali avevano generato oltre 20.000 visualizzazioni.
L’impatto della scoperta è stato enorme: la notizia è stata ripresa da decine di testate online, emittenti televisive nazionali e locali, e da numerosi portali di settore, contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della sicurezza dei dispositivi IoT e della protezione dei dati personali.
Dai principali quotidiani generalisti alle testate specializzate in tecnologia e cybersecurity, fino ai notiziari TV: l’indagine di Yarix ha acceso un faro su un fenomeno tanto invisibile quanto pericoloso.
Un primo risultato era stata la rimozione dei video provenienti dalle telecamere installate in Italia, anche se il sito rimaneva ancora attivo.
Il sito web e il canale Telegram oggetto dell’indagine sono stati chiusi venerdì 12 settembre, poco prima delle 12:00.
Rimangono tuttavia attivi altri siti e canali Telegram, emersi dall’indagine condotta dal team di Cyber Threat Intelligence di Yarix, che offrono servizi simili, raccogliendo decine di migliaia di video provenienti da tutto il mondo. Si tratta di un vero e proprio mercato clandestino con tanto di tariffe, abbonamenti e premi.
Dietro i motori di ricerca si nasconde infatti una rete parallela di piattaforme accessibili solo tramite indirizzi non indicizzati o scambiati in chat chiuse su sistemi di messaggistica. Un fenomeno che continua ad alimentare voyeurismo e che dimostra quanto possa essere vulnerabile, se non adeguatamente protetta, la privacy di chi installa telecamere di sicurezza nelle proprie case o nei luoghi di lavoro.
Guarda i servizi TV
Per approfondire e rivedere i principali servizi televisivi dedicati all’inchiesta:
Quarta Repubblica - L'inchiesta sulle telecamere che ci spiano a casa nostra - 1 settembre 2025Quarta Repubblica - La vendita di dati online - 1 settembre 2025
Quarta Repubblica - La nostra inchiesta sulle telecamere che ci spiano - 8 settembre 2025
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